craccare password

Craccare password del database di KeePassX con John The Ripper

craccare passwordIn precedenza ho scritto un articolo in cui sostenevo quanto fosse sicuro il password manager KeepassX ed ora sono qua a spiegare come craccare la password del suo database. No, non è una contraddizione, anzi, quest’articolo vuole dimostrare quanto sia difficile, se non umanamente impossibile, craccare una password forte.

Come già spiegato nell’altro articolo, il database di KeePassX è criptato con AES (Rijndael) 256 bit (default) o Twofish 256 bit (a vostra scelta) quindi spiegherò come tentare di craccare la password del database tramite un attacco con un dizionario di parole (wordlist) o tramite un attacco brute force, ovvero utilizzando un programma che prova tutte le combinazioni possibili di password secondo le regole definite da voi.

Per farlo utilizzeremo il famoso JTR (John The Ripper) che però, nella versione standard non supporta i file di KeePass; così utilizzeremo un programma, scritto in C, che integra questa possibilità.

Innanzitutto scarichiamo la versione di JTR comprensiva del programma C che permette il crack sugli archivi di KeePass, ovvero i file .KDB e .KDBX.

Il programma va compilato e le spiegazioni che seguono si riferiscono a Ubuntu Linux (JTR funziona anche su Windows ma le istruzioni per compilarlo sono ovviamente diverse).

Decomprimiamo il file scaricato (john-1.7.9-jumbo-7.tar.gz) e da terminale accediamo alla directory che abbiamo decompresso.

Per prima cosa facciamo una considerazione sulle prestazioni: i sorgenti scaricati sono impostati per usare un solo core del vostro PC. Se avete un PC con più core (cosa abbastanza comune con i PC di adesso avere un dual core o quad core) e volete poterli sfruttare tutti in modo da ridurre i tempi di crack, dovete modificare il sorgente del file Makefile della directory src commentando l’istruzione

OMPFLAGS =

e de-commentando l’istruzione

OMPFLAGS = -fopenmp -msse2

A questo punto siamo pronti per compilare il programma, quindi accediamo alla directory dei sorgenti

cd src

compiliamo il programma

make clean linux-x86-64-native

dove linux-x86-64-native indica il sistema per il quale deve essere creato l’oggetto. Nel vostro caso potrebbe essere diverso e per capire quali sistemi sono supportati potete usare il comando

make #

ATTENZIONE: se la compilazione termina con il seguente errore:

sha.h:4:25: fatal error: openssl/sha.h: File o directory non esistente
 #include <openssl/sha.h>
                         ^
compilation terminated.
make[1]: *** [dynamic_fmt.o] Errore 1

dovete installare il pacchetto libssl-dev con il comando

sudo apt-get install libssl-dev

quindi ripetete la compilazione.

Terminata la compilazione uscite dalla directory src e testate che JTR funzioni correttamente:

cd ..
./run/john --test

Se tutto OK vedrete testare tutti i tipi di crack gestibili con JTR con un benchmark sulle prestazioni.

E’ ora di cominciare a fare sul serio, quindi cominciamo a tentare il crack della password.

Per il test uso un database di KeePassX che si chiama gino.kdb e una semplicissima password: sun.

Iniziamo con il tipo di attacco brute force con i seguenti comandi:

./run/keepass2john /home/paolo/KP_Test/gino.kdb > test.txt
./run/john -incremental:alpha -format:keepass test.txt

Con il paramentro -incremental settato ad alpha diciamo a JTR di eseguire un attacco brute force di tipo alfabetico, ovvero solo con lettere dell’alfabeto minuscole (26 caratteri), quindi niente numeri, niente caratteri speciali e niente lettere MAIUSCOLE.
Si usa per ridurre moltissimo i tempi di crack, ma ha successo solo se la password utilizzata rispetta quei criteri.

Durante l’esecuzione è sufficiente premere un qualunque tasto per vedere la parola che sta provando in quel momento JTR.

L’esito è stato il seguente:

guesses: 1  time: 0:00:03:24 DONE (Sat Mar 15 08:25:21 2014)  c/s: 42.09  trying: sun

Per la banale password sun ha impiegato il seguente tempo:

  • 3.24 minuti usando UN solo core con incremental mode alpha
  • 3.47 minuti usando UN solo core con incremental mode all (ovvero qualunque carattere)
  • 1.01 minuti usando 8 core con incremental mode alpha
  • 1.08 minuti usando 8 core con incremental mode all

ATTENZIONE: se tentate di ripetere test sullo stesso DB e ottenete il seguente messaggio:

No password hashes left to crack (see FAQ)

eliminate il file john.pot in ./john/run/ perchè in quel file è registrata la password che ha trovato per la prova effettuata. Infatti potete leggerla dando il seguente comando:

./run/john --show test.txt

I test indicati sono stati fatti in configurazione standard definita in ./john/run/john.conf che tra le altre cose prevedono la combinazione di password con un massimo di 8 caratteri. Se pensate che la password abbia più di 8 caratteri dovete modificare il john.conf, ma in questo caso vi conviene lasciar perdere perchè diventate vecchi 😀 ammenochè non abbiate i mega server nell’NSA 👿 .

La password fin qui testata è veramente banale ma è sufficiente modificarla leggermente per rendere lunghissimo il tempo di crack, ad esempio utilizzando la password è sUn.

Innanzitutto l’incremental mode alpha non la troverà mai perchè testa solo caratteri minuscoli.

Provando con l’incremental mode all in configurazione standard (max 8 caratteri) dopo quasi 2 ORE e mezza non aveva ancora trovato la password e aveva testato meno dello 0,01% delle combinazioni possibili.

Di seguito alcuni tentativi:

guesses: 0  time: 0:00:01:00 0.00%  c/s: 136  trying: 46984309 - 46876996
guesses: 0  time: 0:00:01:23 0.00%  c/s: 141  trying: salasant - 48858721
guesses: 0  time: 0:00:01:26 0.00%  c/s: 141  trying: 48858720 - setta
guesses: 0  time: 0:00:11:35 0.00%  c/s: 150  trying: suristes - cranger1
guesses: 0  time: 0:00:11:48 0.00%  c/s: 150  trying: crestert - crister1
guesses: 0  time: 0:00:13:06 0.00%  c/s: 150  trying: muf1816 - clasice
guesses: 0  time: 0:00:17:01 0.00%  c/s: 150  trying: 49660101 - 48888087
guesses: 0  time: 0:00:17:04 0.00%  c/s: 150  trying: 48888082 - 46964199
guesses: 0  time: 0:00:17:07 0.00%  c/s: 150  trying: 46964197 - stantard
guesses: 0  time: 0:00:17:14 0.00%  c/s: 150  trying: sandries - samitard
guesses: 0  time: 0:02:16:55 0.00%  c/s: 154  trying: 49490513 - 49492100
guesses: 0  time: 0:02:17:06 0.00%  c/s: 154  trying: 48362969 - 48358837
guesses: 0  time: 0:02:17:29 0.00%  c/s: 154  trying: 46282764 - 46272920
guesses: 0  time: 0:02:17:32 0.00%  c/s: 154  trying: 46272923 - 46278977
guesses: 0  time: 0:02:18:23 0.00%  c/s: 154  trying: satewest - satheens
guesses: 0  time: 0:02:18:49 0.00%  c/s: 154  trying: shurares - shumiloo
guesses: 0  time: 0:02:22:08 0.00%  c/s: 154  trying: 177r - soru
guesses: 0  time: 0:02:22:25 0.00%  c/s: 154  trying: 367r - choy
guesses: 0  time: 0:02:22:31 0.00%  c/s: 154  trying: p-1a - jw7r
guesses: 0  time: 0:02:24:13 0.00%  c/s: 154  trying: mikistec - mordisso
guesses: 0  time: 0:02:26:21 0.00%  c/s: 154  trying: 34274875 - 34262739

Così ho modificato john.conf per dirgli di testare password di 3 caratteri al massimo (MaxLen=3 per incremental mode all).

Con questa configurazione (assolutamente assurda) ha impiegato circa 27 minuti!!!
Di seguito si può notare che l’ha trovata dopo aver provato circa il 28% delle combinazioni di password possibili.

guesses: 0  time: 0:00:00:41 0.64% (ETA: Sat Mar 15 11:37:56 2014)  c/s: 124  trying: kks - bap
guesses: 0  time: 0:00:01:04 1.06% (ETA: Sat Mar 15 11:31:47 2014)  c/s: 136  trying: xap - sm8
guesses: 0  time: 0:00:01:07 1.12% (ETA: Sat Mar 15 11:30:52 2014)  c/s: 136  trying: spx - lvy
guesses: 0  time: 0:00:05:49 6.02% (ETA: Sat Mar 15 11:27:48 2014)  c/s: 147  trying: 00d - 0bw
guesses: 0  time: 0:00:05:53 6.08% (ETA: Sat Mar 15 11:27:55 2014)  c/s: 147  trying: 0by - 09l
guesses: 0  time: 0:00:07:59 8.27% (ETA: Sat Mar 15 11:27:42 2014)  c/s: 148  trying: jyS - ehS
guesses: 0  time: 0:00:10:09 10.51% (ETA: Sat Mar 15 11:27:44 2014)  c/s: 148  trying: Jf0 - Jqv
guesses: 0  time: 0:00:13:16 13.76% (ETA: Sat Mar 15 11:27:35 2014)  c/s: 149  trying: sSv - eS7
guesses: 0  time: 0:00:13:37 14.12% (ETA: Sat Mar 15 11:27:36 2014)  c/s: 149  trying: 1nK - R4M
guesses: 0  time: 0:00:15:26 16.01% (ETA: Sat Mar 15 11:27:33 2014)  c/s: 149  trying: qKN - 0sE
guesses: 0  time: 0:00:19:49 20.50% (ETA: Sat Mar 15 11:27:50 2014)  c/s: 148  trying: v-n - 6-w
guesses: 0  time: 0:00:20:21 21.03% (ETA: Sat Mar 15 11:27:55 2014)  c/s: 148  trying: NO# - s.#
guesses: 0  time: 0:00:22:09 22.92% (ETA: Sat Mar 15 11:27:48 2014)  c/s: 149  trying: tBc - hBE
guesses: 0  time: 0:00:24:15 25.17% (ETA: Sat Mar 15 11:27:31 2014)  c/s: 149  trying: *TA - pGg
guesses: 0  time: 0:00:25:42 26.70% (ETA: Sat Mar 15 11:27:25 2014)  c/s: 149  trying: 5H> - CHw
guesses: 0  time: 0:00:26:21 27.41% (ETA: Sat Mar 15 11:27:18 2014)  c/s: 149  trying: @lx - @fA
sUn              (/home/paolo/KP_Test/gino.kdb)
guesses: 1  time: 0:00:26:45 DONE (Sat Mar 15 10:17:55 2014)  c/s: 149  trying: mUH - zUg

Un altro metodo d’attacco è quello tramite un dizionario di parole elencate in un file di testo, ovvero una wordlist.

Supponendo di impostare la password martellato presente nel file prova.txt di 306.707 parole in ordine alfabetico, il comando da utilizzare è il seguente:

./run/keepass2john /home/paolo/KP_Test/gino.kdb > test_martellato.txt
./run/john --wordlist=./wordlist/prova.txt  -format:keepass test_martellato.txt

per trovare la password ha impiegato quasi 16 minuti:

guesses: 0  time: 0:00:12:18 36.55% (ETA: Sat Mar 15 14:45:33 2014)  c/s: 154  trying: histoplasmosis - holostome
guesses: 0  time: 0:00:12:51 38.36% (ETA: Sat Mar 15 14:45:23 2014)  c/s: 154  trying: iem - imaginable
guesses: 0  time: 0:00:13:53 41.88% (ETA: Sat Mar 15 14:45:03 2014)  c/s: 154  trying: inveigher - ipidae
martellato       (/home/paolo/Dropbox/Backup/KP/gino.kdb)
guesses: 1  time: 0:00:15:52 DONE

Invece, impostando l’ultima password del dizionario (zyzzogeton), per trovarla e quindi utilizzare interamente le 306.707 parole, ha impiegato 33 minuti.

Considerate che un dizionario del genere pesa circa 3 MB e con 306.707 parole non è molto efficace. In internet si possono anche acquistare dizionari molto pesanti di vari GigaByte e ovviamente il tempo di scansione aumenta notevolmente.

Come potete notare da questi test craccare la password del database di keePass è impresa quasi impossibile con una password decente.

Per la cronaca vi segnalo quali sono gli incremental mode possibili per un attacco brute force con questa versione di John The Ripper (li trovate descritti anche in ./john/doc/MODES):

  • All: tutti i caratteri (95)
  • Alpha: tutte le lettere minuscole (26)
  • Digits: tutte le cifre (10)
  • Alnum: tutte le lettere minuscole e tutte le cifre (36)
  • LanMan: LM hashes (69 caratteri)

Ultima chicca: se non si vogliono usare tutti i core a disposizione è possibile anche specificare quanti usarne tramite l’opzione OMP_NUM_THREADS=n dove “n” è il numero dei core da uutilizzare; ad esempio, se si vogliono utilizzare 5 core degli 8 disponibili il comando sarà:

OMP_NUM_THREADS=5 ./run/john -incremental:all -format:keepass test.txt

Con il monitor delle risorse di Ubuntu è facile controllare l’utilizzo effettivo dei core come dagli esempi indicati di seguito:

John The Ripper - crack password di KeePassX con 1 core
John The Ripper – crack password di KeePassX con 1 core
John The Ripper - crack password di KeePassX con 8 core
John The Ripper – crack password di KeePassX con 8 core
John The Ripper - crack password di KeePassX con 5 core
John The Ripper – crack password di KeePassX con 5 core

Se siete arrivati a leggere fino a questo punto avrete capito alcune cose fondamentali:

  1. le password devono essere forti: lettere (minuscole e MAIUSCOLE), numeri, caratteri speciali e magari superare gli 8 caratteri
  2. craccare una password forte è quasi impossibile con normali strumenti
  3. con una password forte come chiave di criptazione di KeePassX potete dormire sonni tranquilli 😉
(Letto 2.592 volte di cui 31 negli ultimi 30gg)

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