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CloudMe

CloudMe lo storage in cloud svedese per Linux

CloudMeCloudMe è uno dei tanti storage in cloud perfettamente compatibile anche per Linux. Ovviamente è multi-piattaforma quindi è disponibile anche per Windows, Mac OsX e per le piattaforme mobile Android, iOS (iPhone e iPad) e Blackberry.

L’account free offre solo 3 GB espandibili fino a 19 GB con la politica degli inviti (500 MB per ogni invitato che crea il proprio account CloudMe). Inoltre ha il limite di upload per singolo file di soli 150 MB che è un po’ pochino.

Ma vediamo quali sono i suoi punti di forza.

Innanzitutto è europeo ed in particolare svedese. I suoi data center sono in Svezia ed è vincolato al rispetto delle rigide leggi svedesi in materia di privacy. Questo, per chi fatica a fidarsi dei pur ottimi servizi statunitensi dopo le rivelazioni di questi anni, è sicuramente un plus non da poco. Si potrebbe dire che è NSA free o Patriot Act free 😉

Dal punto di vista tecnico offre anche altre interessanti caratteristiche:

  • streaming di musica e foto
  • possibilità di sincronizzare cartelle esterne a quella di default
  • politica di condivisione delle cartelle che occupa lo spazio sono del proprietario delle cartelle e non di quelli invitati
  • supporta WebDAV permettendo il collegamento allo spazio in cloud come una cartella di rete senza occupare spazio sul disco locale
  • versioning e mantenimento documenti cancellati fino a 60 giorni (contro i 30 della maggior parte dei servizi)

Per quanto riguarda Linux esistono i pacchetti DEB per le distribuzioni Debian-oriented o gli RPM per le distribuzioni tipo Fedora, Suse, CentoOS, …

Per Ubuntu esiste addirittura l’apposito repository specifico per CloudMe.

Vediamo ora come installare CloudMe su Ubuntu Linux.

Eseguire i seguenti comandi per aggiungere il repository e quindi installare CloudMe Sync

wget -O - http://repos.cloudme.com/gnugpg.key | sudo apt-key add -
echo 'deb http://repos.cloudme.com/ ./' | sudo tee -a /etc/apt/sources.list
sudo apt-get update
sudo apt-get install cloudme-sync

Al termine dell’installazione si può avviare CloudMe Sync dalla Dash di Unity.

Si integra bene con la notification-bar di Unity ma non perfettamente con Nautilus, nel senso che non aggiunge funzionalità al menu contestuale e non mette segni identificativi relativi allo stato della sincronizzazione come invece fanno altri servizi come Dropbox o Mega.

Diversamente da altri servizi che creano la cartella da sincronizzare nella HOME, CloundMe crea la propria cartella di default all’interno di Documenti: ./Documenti/CloudMe.

Come indicato all’inizio, è possibile sincronizzare in CloudMe anche cartelle esterne alla sua. Per farlo:

  • cliccare sull’icona di CloudMe Sync presente sulla notification-bar
  • selezionare la voce Add Folder
  • scegliere la cartella che di vuole aggiungere e sincronizzare in CloudMe

apparirà la seguente finestra nella quale è possibile selezionare la modalità di sincronizzazione (bidirezionale, solo upload o solo download) e il tipo di sincronizzazione (automatica o schedulata)

CloudMe add folder

Altra caratteristica interessante di CloudMe è che supporta WebDAV. Questo consente, a chi non vuole gestire gli archivi in locale ma vuole gestirli solo sul cloud utilizzando il proprio file manager, di gestire i propri dati collegando lo spazio in CloundMe come se fosse uno share di rete.

Collegare CloudMe in Nautilus è semplicissimo, è sufficiente selezionare Connetti al server dalla barra di sinistra di Nautilus e quindi dare il seguente indirizzo:

davs://webdav.cloudme.com/(proprio_username_CloudMe)

CloudMe WebDAV

Il risultato in Nautilus sarà vedere il proprio spazio CloudMe montato come una normale cartella di rete come nell’esempio seguente:

CloudMe WebDAV

ovviamente, bisogna considerare che quando si accederà ai documenti in esso contenuti i tempi di reazione per aprirli non saranno gli stessi che averli in locale e dipenderanno dalla velocità della propria connessione.

L’ultima caratteristica importante di cui intendo parlare è relativa alla politica di CloudMe per la gestione dello spazio relativo alla condivisione delle cartelle.

Diversamente da Dropbox (e molti altri) in cui lo spazio di una cartella condivisa “ruba” la quota di tutti gli account che la condividono, CloudMe “addebita” lo spazio solo al proprietario della quota ma non a tutti gli altri invitati ad accedervi.

Questo è comodo ed importante per chi usa questi strumenti per progetti collaborativi. Un esempio può essere un azienda che acquista lo spazio da CloudMe, quindi per i vari progetti crea le relative cartelle condivise e le condivide con i propri collaboratori che avranno i propri account: lo spazio di queste cartelle verrà quotato solo all’account dell’azienda ma non a quello dei collaboratori che quindi possono tranquillamente avere un account free da 3 GB pur lavorando sulla cartella condivisa dell’azienda (ad esempio di 70 GB) sincronizzata in locale (se si vuole).

In conclusione direi che il servizio CloudMe ha alcuni limiti “fastidiosi”, in particolare il limite di 150 MB per singolo file (solo per gli account free). Però offre spunti interessanti e comodi come il supporto a WebDAV (per chi non vuole occupare spazio sul proprio disco fisso) o la possibilità di sincronizzare cartelle esterne a quelle di default. Inoltre è indicato per chi ama la privacy e cerca qualcosa NSA free o Patriot Act free visto che i suoi data center sono in Svezia e non devono rispondere alle leggi statunitensi.

(Letto 428 volte di cui 8 negli ultimi 30gg)
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